Self branding

Che cos’è il Self Branding e perché è così importante?

Con il termine Self branding o Personal branding intendiamo tutte quelle attività e strategie che sono utili a “mettere in evidenza” la propria persona e la propria professionalità, frutto di anni di esperienza e di skills acquisite. In sostanza il professionista utilizza la sua storia professionale per promuoversi, come se fosse un Brand. Il Self branding è una pratica che si sta sviluppando molto soprattutto con il digitale ed è ritrovabile in ogni settore.

Self branding e marketing personale

 Il Self branding viene spesso associato al marketing personale. Se pensiamo che una delle strategie di marketing più utilizzata è il posizionamento, possiamo essere d’accordo con questa idea. Il posizionamento di un prodotto o di un servizio è l’immagine che il cliente ha nella sua testa di quel prodotto o servizio. Una delle principali attività del marketing è quella di riuscire ad imprimere l’idea che l’azienda ha costruito su se stessa nella mente dei consumatori, cosicché non ci sia discrepanza fra l’immagine che si crea liberamente nella loro testa e l’immagine che vuole imprimere l’azienda.

Così, con il personal branding, anche noi cerchiamo di costruire un’immagine, che ben ci raffigura nei nostri punti di forza ma anche a volte nei nostri limiti, per ben imprimerla nella mente del potenziale cliente o datore di lavoro. In sostanza il personal branding è essenzialmente quello che dicono di te una volta che sei uscito dalla stanza, almeno così la direbbe Jeff Bezos.

Personal branding, da dove si comincia?

La prima cosa da fare è cambiare prospettiva e impostazione. Non stiamo più parlando come persone ma come brand. Per questo può essere importante, come in ogni strategia di marketing che si rispetti, definire una mission e una vision e fissare quindi degli obiettivi da raggiungere nell’arco di un determinato lasso di tempo. Dopo aver fissato obiettivi di crescita è importante trovare la value proposition del nostro brand: l’elemento che ci rende unici agli occhi di chi ci guarda, quel quid che propende per noi e non per gli altri. Strategie che vanno bene per un influencer forse non vanno bene per noi, ma tutti abbiamo molto da imparare in termini di visibilità ed identità.

Creare una rete professionale

Per fare personal branding nell’era digitale si può partire dai social media e soprattutto, se si vuole fare un personal branding più in giacca e cravatta, da Linkedin. Ma attento, il self branding è nutrito dalle relazioni, dagli scambi, dalle condivisioni e non tutto può giocarsi sul digitale. Prendiamo l’esempio di Linkedin, sul nostro profilo possiamo inserire skills, farcele confermare e addirittura ritrovare segnalazioni o endorsement da parte dei nostri contatti. All’atto pratico però quando qualcuno che non ci conosce vuole prendere informazioni su di noi, per iniziare un qualche tipo di collaborazione, consulta la nostra rete e chiama direttamente un contatto comune per chiedere informazioni di persona.

Chi  infatti raccomanderebbe una persona che non ha mai conosciuto personalmente, semplicemente affidandosi alla rete? Torniamo quindi al concetto che fare networking incontrando le persone, scambiandosi informazioni e pareri è fondamentale per farsi conoscere. Mille collegamenti su Linkedin non rendono vincente il tuo network professionale se questi collegamenti rimangono freddi e distanti. Poche parole sono spesso molto più efficaci per farci conoscere che decine di link ad articoli postati da terzi.

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